FERRATA CINQUE CIME
icona durata percorso

Durata

3.5 ore

icona dislivello

Dislivello

700 mt

icona difficoltà

Difficoltà

EE (escursionista esperto)

ACCESSO:
Salendo al Passo Pian delle Fugazze, portarsi fino a località Ponte Verde. A quel punto svoltare a destra e proseguire fino a località Bocchetta Campiglia (1219 metri). Da lì, tenersi a destra del portale d’inizio della Strada delle 52 Gallerie, salendo per il sentiero nel di faggi fino a raggiungere le prime formazioni rocciose della cresta.

DESCRIZIONE:

E’ un lungo sentiero attrezzato dalla SAV (Società Alpinisti Vicentini), conosciuto anche con il nome “Falcipieri”.

Percorre tutto il tracciato di cresta sovrastante la Strada delle 52 Gallerie fra Bocchetta Campiglia e Porte del Pasubio. Transita costantemente a cavallo fra la Val Leogra e la Val Posina. Si tratta di una via attrezzata non difficile, ma di una certa lunghezza, dotata di parecchie corde fisse e di una scaletta. Richiede quindi una certa esperienza di vie ferrate e non è affrontabile da tutti.

Una volta imboccato l’attacco della via, si trovano i primi tratti di corda metallica e scalini in ferro. Si giunge quindi ad un camino verticale,una decina di metri,tra due paretine racchiuse da folta vegetazione e,superatolo (corda metallica) si percorre un buon tratto di cresta erbosa interrotta qua e là da qualche masso; si perviene quindi in discesa su una sella poco sopra la 10° galleria.

Dopo la sella inizia un breve percorso in cengia che traversa la parete che sovrasta l’uscita della 10° galleria e che conduce ad un piccolo costone erboso lungo il quale è stata nuovamente evidenziata la vecchia traccia che conduce alla Forcella del “Bovolo” che guarda l’omonima Guglia.

Si procede quindi verso quest’ultima tenendosi appena a sinistra della crestina erbosa che termina presso una formazione rocciosa, superata la quale (attrezzatura metallica) si è all’attacco del “Bovolo”.

Si sale lungo la scala in ferro oltre la quale si traversa a destra su piccola cengia ricavata sullo strapiombo della Guglia (corda d’acciaio e maniglie in ferro);

si supera un camino verticale e quindi una cengia fittamente ricoperta di mughi, aggirando la quale si incontra un ripido ghiaione che faceva parte un tempo del vecchio itinerario. Si riprende quindi la traccia che sale alla Bella Laita (1881 metri). 

Dopo un lungo tratto di cresta coperta da vegetazione si giunge fin sotto Cima Cuaro alla cui vetta si perviene dopo aver percorso alcune crestine rocciose.

Da Cima Cuaro (1939metri) si scende per una parete rocciosa (corde metalliche) intervallata da alcuni gradoni fino alla Forcella Camozzara (1875 metri), che origina la Valle omonima verso sud e che la separa dal Canevon di Campiglia a nord. Si attacca quindi decisamente lo spallone Sud-Est di Cima Forni Alti per compiere una serie di passaggi sulle solide formazioni calcaree della cresta (corda d’acciaio e scalino fino all’anticima), dalla quale si perviene ad una sella e successivamente ai 2023 metri di Cima Forni Alti.

Di lì si scende lungo lo spallone nord-ovest per sentiero ripido, ma facile, che degrada, dopo aver evitato due cocuzzoli mediante due gallerie esistenti alla loro base fino al Passo di Fontana d’Oro. Dopo il Passo la cresta ed il sentiero proseguono in direzione Nord-Ovest con percorso gibboso e facile, ogni tanto interrotto da qualche intervallo roccioso facilmente superabile con l’aiuto della corda metallica.

Salendo per un erto pendio erboso (evidente traccia di sentiero) si giunge al Cimon del Soglio Rosso (2040 metri), penultima cima e punto più elevato dal quale, percorrendo una facile cresta, si perviene alla Cima dell’Osservatorio (2027 metri), punto di osservazione panoramico da cui si scende comodamente alle Porte del Pasubio e rifugio A. Papa (1928 metri).

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PER INFORMAZIONI : Biblioteca comunale

Telefono:  0445/630495
 
 

Orario mattinaLunedì dalle ore 8.30 alle ore 12.30

Orario pomeriggioMartedì, Mercoledì, Giovedì e Venerdì dalle ore 14.30 alle ore 18.30

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